È di alcuni mesi fa la notizia, apparsa sui giornali, che il segretario politico del UDC, l’Onorevole Cesa, ha intenzione di proporre delle norme atte a favorire il ricongiungimento delle moglie (o dei mariti ma questo non si è ben capito) con i Parlamentari che, stando a Roma soffrono della lontananza dei rispettivi coniugi, e, come l’Onorevole Cosimo Mele (pugliese, con moglie e figli ed uno in arrivo) hanno cercato o cercano conforto portandosi in un albergo qualche piacente signorina.
Beh! L’Onorevole Mele avrà un po’ esagerato portandosi in un albergo di Via Veneto a Roma non una ma ben due graziose signore per una piacevole serata, offrendo soldi e, a quanto pare, come riferito dal telegiornale di Italia 1 anche droga (egli è firmatario di non so quale proposta di legge in marchiano contrasto con il suo comportamento – mi sovviene tanto l’uomo politico che, negli anni di Tangentopoli, durante un comizio aveva poco prima fustigato con parole spietate coloro i quali prendevano tangenti e scendendo subito dopo dal palco intascava ben volentieri una bustarella da un imprenditore).
Ma lasciamo lo sfortunatissimo Onorevole Mele ed andiamo alla proposta dell’Onorevole Cesa il quale sembra venirgli in soccorso e comunque si sta adoperando per il bene delle famiglie dei Parlamentari.
Ma quanto verrebbe a costare allo Stato – e quindi a noi tutti - una proposta del genere?
Sappiamo bene come si svolge la vita del Parlamentare a Roma: si parte il lunedì sera o il martedì mattina e si ritorna al più tardi il Venerdì (3 giorni di lavoro non tanto intenso a vedere il modo di legiferare – 3 giorni al massimo lontani dalle mogli). È una grave fatica allora che merita un opulento compenso che dovrebbe aggiungersi agli altri naturalmente!
Si vede che l’onorevole Cesa - egli è meridionale - non sa quanto lavoratori emigranti (per poco migliaia di euro) lasciano le mogli nei loro paesini del Sud Italia e vanno al Nord per mesi e per anni.
E per questi lavoratori emigranti nessuna proposta, Onorevole?
Forse una soluzione ci sarebbe: e la vorrei modestamente suggerire: se invece di avere tanti Parlamentari nelle due Camere l’Onorevole Cesa si facesse primo firmatario e promotore una proposta di legge di riforma costituzionale per una drastica riduzione di Parlamentari: si risparmierebbe tanti soldi e si metterebbero al sicuro tante mogli e tanti mariti. O no?
Nessuna meraviglia d’estate alcuni fanno a gara a chi la spara più grossa!
Le cronache li ricorderanno forse solo per quello.
Io ricordo perfettamente, ad esempio, che l’onorevole Buttiglione si lamentava per la mancanza del gelato al bar della Camera.
Articolo dell´avv. I. Martorana per www.agrigentoweb.it sezione Diritti e doveriCambiare tutto per non cambiare nulla - Articolo dell´avv. I. Martorana per www.agrigentoweb.it (rubrica Diritti & doveri)
Si parla molto, al momento, del comico Beppe Grillo, delle sue esternazioni e dell’invito a mandare a quel paese i politici. E lo fa citando fatti ben precisi, circostanze e particolari di cui i mezzi di informazione hanno parlato poco, il minimo indispensabile, e forse anche con un linguaggio parcamente decifrabile.
Alcuni commentatori e giornalisti, qualcuno anche più quotato, si sono cimentati a spulciare le sue presunte contraddizioni ad esempio il fatto che avesse parlato, male tempo fa, di Internet mentre oggi col suo Blog ne fa un uso assiduo.
Si è detto che faccia antipolitica, che stia facendo pubblicità a sé stesso, che la sua presenza sulle piazze è premonitrice dell’avvento di un nuovo fascismo.
L’altra sera a Ballarò l’On. Prof. Di Liberto, segretario di un partito della coalizione del Governo Prodi, si è detto d’accordo per la limitazione delle elezioni a parlamentare a due sole legislature – anzi il suo partito lo ha attuato da tempo - con l’eccezione del segretario politico dello stesso partito (attualmente sé stesso praticamente) – contrario l’esponente di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa il quale, così è sembrato, spera di potere fare eternamente il parlamentare; l’On. Rosy Bindi si è detta favorevole ad una diminuzione dei parlamentari alla Camera dei Deputati ma con la creazione, al posto del Senato, della Camera delle Regioni. Almeno qualcosa! Se si fosse pronunciata anche per l’abolizione tout court del Senato – senza la creazione di un'altra Camera - forse sarebbe stato meglio!
Qualche altro, a cui preme la visibilità in TV, gioca, a parole, anche al rialzo.
Altri preferiscono stare zitti.
Il Presidente della Camera dei Deputati, Bertinotti, ex sindacalista, rispondendo ad una domanda del giornalista televisivo Riccardo Iacona nella trasmissione W l’Italia in diretta, mandata in onda qualche settimana fa su Rai Tre, che gli chiedeva se non gli sembravano esagerati gli stipendi dei parlamentari, rispondeva che i parlamentari tedeschi lavorano un giorno la settimana e che il Parlamento Europeo a Strasburgo lavora una settimana al mese.
Ma che c’azzecca! avrebbe sicuramente detto il Ministro Di Pietro.
Mi ricorda tanto un signore che venne nel mio studio dicendomi che un suo parente aveva sparato ad una persona con una pistola piccola piccola e si lamentava dell’atteggiamento – a lui incomprensibile – del Giudice che lo tratteneva in carcere nonostante la pistola fosse piccola piccola.
Siccome i nostri parlamentari, per l’On. Bertinotti, lavorano tre giorni a settimana i loro privilegi, tra cui la pensione che si matura allo scadere della metà della legislatura, dovrebbero essere più che giustificati.
Beppe Grillo, invece, a me sembra sia l’espressione del Paese, dice quello che il Paese reale - a cui oggi si chiedono numerosi sacrifici - pensa e che i politici non sono più avvezzi a capire
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Non è il caso, ma le rivoluzioni del passato sono sempre iniziate perché alcuni godevano dei privilegi, che ad altri erano negati anzi a questi si chiedevano in compenso grosse privazioni.
Ora il Governo - di destra o di sinistra che sia – difficile fare oggi distinzione di sorta e vi assicuro non è qualunquismo - si è sempre ben guardato di proporre leggi che riducano significativamente i costi della politica (stipendi a loro stessi - il 30% di riduzione per chi conosce le leggi dell’economia e dell’utilità marginale dei beni è ben poca cosa se la quantità del bene è alta (nel caso più alto è lo stipendio meno pesa la rinuncia di una somma percentuale minima anche del 30%) - e tutto il resto – eliminazione degli organi inutili fra cui le Province; eliminazione delle indennità ai consiglieri comunali ed agli altri organi –presidenti del Consiglio Comunale , le indennità agli assessori dei comuni non capoluoghi che spesso diventano oggetto di scambio di voto durante le competizioni elettorali e quindi reati, gli enti inutili e gli stipendi dati ai vari consiglieri di amministrazione, le consulenze inutili e dispendiose ecc. ecc. - e per non trattare dello stipendio dei vari dipendenti delle Camere fra cui quello del barbiere della Camera, che a detta dei giornali, supera i 250.000 euro l’anno.
Ma forse quest’ultimo dovranno tenerselo buono perché ai suoi utensili affilati e al suo umore sono affidati le teste e i colli dei nostri rappresentanti!
Posso azzardare una previsione: se Beppe Grillo - quale incarnazione del sentire del Paese reale – dovesse continuare su questo terreno è possibile che la politica passi alla controffensiva e metta mano a qualche riforma ma con i dovuti distinguo: potrebbe infatti fare sì che si cambi tutto per non cambiare nulla – e le impareggiabili pagine de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa insegnano!
Non avrei immaginato di leggere, fra i tanti che ho letto durante la scorsa estate (anche perché credo si tratti di un testo non facile da reperire) il libro TROPPE ANIME VANNO ALL’INFERNO giugno 2003 - Ed.2004 scritto da Gaetano Gagliano, imprenditore italo-canadese quasi novantenne.
L’ho letto perché incuriosito principalmente dal fatto che si tratta di un mio compaesano (ho conosciuto il fratello, persona squisita, vicino di casa, molto tempo fa, dei miei): egli è nato il 24 Agosto del 1918 a Cattolica Eraclea ed è emigrato nel Canada nel 1954, come tanti altri paesani e italiani in cerca di miglior fortuna – al pari dei poveracci che – a rischio della propria vita - arrivano dai paesi extracomunitari oggi nel nostro Paese.
Nel 1956 compra una stampatrice di seconda mano ed inizia la sua attività nel seminterrato della sua modesta casa di Toronto. L’arte del tipografo l’aveva appreso presso i Paolini di Alba
Oggi Gaetano Gagliano è proprietario della St Joseph Corporation con stabilimenti sparsi in tutto il Canada e con oltre duemila dipendenti.
La frase “troppe anime vanno all’Inferno” fu detta dalla Madonna di Fatima ai tre pastorelli il 19 agosto del 1917.
Il libro è scritto, prendendo in considerazione anche gli strumenti della comunicazione di massa dei tempi moderni, in maniera semplice – con argomentazioni anche ripetitive - ma con grande convincimento che riesce a trasmettere al lettore
Ora mi si potrebbe chiedere cosa c’entra la “recensione” di un libro con la rubrica che tiene sul sito e con la professione di avvocato?
C’entra, eccome! Non sto qui a giudicare e disquisire sul libro per il suo contenuto – si può credere o meno; mi limito a considerare un aspetto che ritengo molto significativo e che è attinente alla professione.
Diceva il filosofo Gorgia, nato a Lentini intorno al 480 a C., è impossibile comunicare le cose – ciò che è possibile comunicare con il linguaggio è solo il nome.
Il linguaggio serve solo alla persuasione, che a sua volta è indipendente dal valore della verità perché la parola esercita influenza sull’apparato emotivo.
Ebbene il libro mi è parso pervaso da una forza persuasiva non indifferente.
Articolo di I.Martorana per www.agrigentoweb.it (diritti e doveri)
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